Un orologio influenzato dal magnetismo rimane magneticamente carico anche dopo essere stato rimosso dalla fonte magnetica.
Sono soprattutto gli orologi meccanici automatici ad essere maggiormente sensibili ai campi magnetici. Gli effetti della magnetizzazione intaccano alcuni componenti del movimento, in particolare la spirale del bilanciere, oppure coinvolgono direttamente la cassa o altri materiali ferrosi del calibro stesso ad esempio le viti, i pignoni, i perni ed anche basculine, mollettine ed altre parti composte in metalli a base ferrosa, che a loro volta influenzano il comparto bilanciere. Ma cosa significa "magnetizzato"? In pratica su un materiale non magnetico, i magneti elementari atomici non sono allineati,
il loro effetto quindi si annulla, mentre su un materiale magnetizzato, i magneti elementari sono orientati nella stessa
di conseguenza il loro effetto si somma, e provoca di conseguenza, negli orologi, mal funzionamenti.
La maggior parte dei produttori e dei venditori consiglia a chi si ritrova con un orologio magnetizzato di andare nel negozio in cui l’ha comprato e farlo smagnetizzare. Ma per chi ama aggiustare le cose con le proprie mani, esiste anche un modo casalingo per farlo: e cioè usare uno smagnetizzatore che si trova in commercio, anche economici, che in pratica generano un campo magnetico alternativo esterno che diminuisce l'intensità e toglie l'orientamento dei magneti elementari.
Ed ecco come procedere:
La prima cosa da fare è verificare che il vostro orologio sia effettivamente magnetizzato ed escludere che i suoi problemi non abbiano invece altre cause. Per farlo si può usare una bussola. Basta appoggiarla su un tavolo e poi avvicinare lentamente il quadrante dell’orologio. Se l’ago della bussola comincia a muoversi, allora l'orologio andrà smagnetizzato. Esistono anche applicazioni scaricabili sullo smartphone che rilevano i campi magnetici.
Una volta appurato che l’orologio va smagnetizzato, si può intervenire, come detto, con uno smagnetizzatore. Il processo è molto semplice, ma va eseguito in modo preciso, altrimenti non funziona e anzi si rischia di magnetizzare l’orologio ancora di più. Infatti lo smagnetizzatore stesso funziona creando un campo magnetico. Prima di cominciare bisogna fermare l’orologio: se è dotato di “fermo macchina” si fermerà semplicemente tirando fuori la rotellina con cui si regola l’ora, altrimenti dovrete aspettare che si scarichi da solo. Dopo aver attaccato lo smagnetizzatore alla presa, avvicinate il quadrante dell’orologio alla parte rettangolare vicina all’interruttore sollevato con una mano mezzo centimetro di distanza circa, orientato parallelamente alla superficie dello smagnetizzatore, poi bisogna premere e tenere premuto il pulsante che lo attiva e contemporaneamente portare verso l’alto l’orologio. Va portato ad almeno una trentina di centimetri e poi si può smettere di tenere premuto il pulsante, il tutto da fare in 10 secondi almeno. A questo punto si può rifare la prova della bussola o con l'app e vedere se l’orologio è effettivamente stato smagnetizzato. Se non si è riusciti a smagnetizzatorlo con 1 solo tentativo, si può ripetere fino a quando non sarà smagnetizzato.
Per la misura dei campi (elettro)magnetici a bassa frequenza nella pratica si fa riferimento ad un sottomultiplo dell'unità Tesla, il microTesla (abbreviato µT) pari ad un milionesimo di Tesla. Per quanto ci riguarda, un orologio sarà magnetizzato quando il valore microTesla (µT) sarà maggiore di 89. Alti valori di µT impongono una smagnetizzazione. Esistono, come detto, delle applicazioni che misurano in microTesla (µT) il valore riscontrato avvicinando l'orologio in un punto specifico dello smartphone.
Fonte: ilpost.it; seikowatches.com; supermagnete.it; ecoingegneria.it